PRO LOCO - DUMENZA (VA)
La Storia
Anche per Dumenza,
come per tutti gli altri centri abitati, è impresa impossibile risalire esattamente alla data della posa della prima pietra. Sicuramente i primi rudimentali insediamenti edilizi risalgono all’epoca delle invasioni barbariche. La nostra Valle, grazie al suo aspetto morfologico, avrebbe potuto rappresentare rifugio sicuro per i fuggiaschi abitatori dei villaggi rivieraschi spesso saccheggiati e messi a ferro e fuoco da squadroni di uomini crudeli e senza scrupoli. Ciò che ci porta a un’epoca concreta sono le due mensole a forma di teste, una maschile e una femminile che, casualmente ritrovate dal parroco Don Giuseppe Parapini, erano in passato murate sotto l’architrave in pietra che apriva la porta principale della chiesa di S. Giorgio.
Il campanile innalzato in varie epoche e datate “anno 909” collocano i primi insediamenti in epoca remota. Viene logico supporre che, se nell’anno 909 gli abitanti di Dumenza diedero corso all’erezione di una torre così imponente, sicuramente doveva già esistere in loco un piccolo villaggio con un congruo numero di abitanti. Risale infatti a quei secoli IX e X, l’istituzione sul Verbano, di una struttura di “Corti Regie” che gestivano i beni fiscali. Nella Valtravaglia si formò una “Castellanza” che fece capo alla famosa Rocca di Travaglia, posta sullo sperone dominante Caldè.Le nostre terre entrarono a far parte della Valtravaglia, vasto territorio dalla linea di demarcazione non precisamente definita agli inizi della sua formazione. Il Cantu’ infatti traccia la linea perimetrale partendo dalle vicinanze di Germignaga, fino a spingersi a sud della Rocca di Calde’.
(C. Cantu': Grande illustrazione del Lombardo Veneto, Vol. III pag. 857.)

L'Amati invece assegna alla valle un’estensione piu’ vasta che si estende fino alla Valcuvia e al Canton Ticino.
Afferma il Beretta nella premessa introduttiva al testo degli statuti del 1283 da lui pubblicati, Valtravaglia e’ un nome generico che comprende tutta la plaga situata tra i monti di Agra al nord e quelli di Laveno al sud, il lago a ponente e la Valcuvia ad oriente. ( Amati: Dizionario Corografico dell'Italia, Vol. VIII pag.. 943.)

Grazie al ricco patrimonio storico di G.A. Binda, parroco di Castello Valtravaglia, consistente in fogli sparsi, quinterni e appunti molto probabilmente provenienti dal perduto archivio dell’antica canonica di Bedero, e’ stato possibile conoscere l’elencazione dei territori che la costituivano, fin dai tempi dell’Arcivescovo Ottone Visconti.


Brano tratto da “Breve indagine in epoche lontane” di Jole Antonimi Ballinari

Runo - Portale casa Ontano - datato 1779





Architrave in pietra della casa Santagostino - datato 1537

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